Hello Spring

spring

Vaniglia Vintage tempo fa ha lanciato una nuova catena chiamata Hello Spring dedicata ovviamente alla primavera.
Ringrazio Cristina dal blog Solo per Amore per avermi taggato e chiedo scusa per avere ormai fatto passare la stagione.

Ecco quali sono le regole:

  • Creare sul proprio blog un post dal titolo: “Hello Spring ” in cui elencare rossetti, ombretti, smalti e accessori che rappresentano la stagione. Si possono nominare sia prodotti che si hanno già , sia quelli che si vuole acquistare.
  • Citare il blog da cui è partito il tag e quello dal quale è arrivato l’invito.
  • Inserire l’immagine nel post l’immagine della catena.
  • Taggare almeno 6 blog e avvisarli di averli taggati.

Visto che è passato veramente troppo tempo ormai non nomino nessuno, per il semplice motivo che il post non è attuale.
Sinceramente per me è un’impresa trattare l’argomento “cosmetici-accessori”. Ovviamente uso i cosmetici ma normalmente me li regala la ma sorella e alcune cose compre al Lidl (che per assurdo vende dei prodotti di una certa qualità). Ho qualche borsa che mi regalano i conoscenti quando fanno il cambio dell’armadio e addirittura qualche nuova che mi regala la mia sorella o la mia mamma, ma normalmente porto la stessa finché non cade a pezzi. Con le scarpe la situazione è simile: due paia per gli shooting (prima erano tre), un paio di bottiglioni per quando è freddo, un paio di scarpe da ginnastica, un paio per le occasioni speciali e un paio da usare ogni giorno (normalmente ridotte a merda). Tutto questo non è perché sono una figa-minimalista che se ne frega del consumismo, ma per il semplice mancanza dei contanti.
Del resto il atto che arriva la primavera non mi cambia tanto. Posso vestirmi più leggera e i miai gatti mi fanno impazzire.

“Seated Nude” by Andrea Simoncini.

Seated nude
Qualche giorno fa qualcuno ha commentato un mio annuncio pubblicato su Facebook nel gruppo “Annunci su Milano (o qualcosa del genere)”. Nel corpo dell’annuncio ho messo il link sul mio Tumblr, in modo che le persone interessate ad una collaborazione potessero visualizzare le mie immagini. Il commento era questo:
“bellissima la foto dove si vede il seno cadente e il chiaroscuro sull’adipe del girovita, davvero interessante…”.
All’inizio volevo scrivere qualcosa del tipo “La ringrazio per aver apprezzato l’immagine” ma alla fine ho scritto solo “Grazie <il suo nome>”. Subito dopo è arrivato un’altro commento:
“ma non è la sola. ad esempio è molto significativa anche quella dove le mammelle flaccide e smagliate si appoggiano al finestrino dell’auto e tu hai quall’aria pensosa, col viso appassito con gli occhi a pesce. spettacolare…”.
Se fosse sulla mia pagina avrei lasciato il tutto così com’è, magari continuando quella discussione interessante. Ma visto che si trattava di un annuncio messo in un gruppo pubblico ho cancellato tutta la conversazione, ho segnalato il profilo di quel personaggio (falso come uno di miei incisivi) e l’ho bloccato. Più tardi ho trovato un’altro messaggio su Tumblr che ho deciso di commentare pubblicamente:
“sei proprio un cesso notevole, complimenti se riesci a farci qualche soldo. dico sul serio.”.
Visto che ha nominato il guadagno del quale su quel blog non si dice nulla era abbastanza logico che l’autore di quel messaggio era lo stesso dei commenti su Facebook.
Lui descrive “il seno cadente”, “l’adipe del girovita”, “le mammelle flaccide e smagliate” e il “viso appassito con gli occhi a pesce”. Ma dai! Credevo di essere una bionda di 20 anni, alta 1 e 80 e con le tette che non sanno cosa vuol dire la gravità! Mi hai aperto gli occhi!
Ora. So che non ho un aspetto da vendere. Non l’ho mai avuto. Neanche quando avevo 23 anni e pesavo 50 kg. Quando mi contattano per una collaborazione è perché serve un soggetto particolare (capelli rossi, pelle chiara, corpo voluminoso) o perché serve interpretare un personaggio che si avvicina al mio. La cosa che mi fa incazzare è che le opinioni del genere di norma si esprimono in anonimato e che il punto che cercano di colpire è l’aspetto. Non mi sembra di aver mai nascosto i miei difetti, basta vedere quello che pubblico per capirlo. Piuttosto mi sembra che le persone del genere credono che dire “sei un cesso” è molto più offensivo che dire “sei un ignorante” o “sei piena di se”. Inoltre mi stupisce che la maggior parte delle persone che hanno a che fare con la fotografia credono che il bello è quello che fanno vedere in tv o sulle riviste (quando sanno benissimo quanto lavoro di post produzione c’è dietro ogni immagine pubblicata). Non è che l’apparire è diventata un esigenza solo ultimamente. Solo che ingenuamente credevo che il sentire fosse molto più importante. La percezione del bello cambia da un essere all’altro e di mezzo c’è l’educazione, il livello della cultura, il luogo di provenienza, l’età e tante altre cose. Ma sembra che spesso quell’essere ignora tutto questo, preferendo l’immagine preconfezionata che gli viene venduta dai media. E’ triste. Ed è triste che si scartano le persone solo per il loro aspetto. Non parlo di me. Oltre l’aspetto ho un pessimo carattere e una vita che a parte rari momenti positivi è una fogna. Ma quante opportunità uniche sono state perse solo perché l’aspetto di alcuni (la maggior parte) di noi non rientra nei parametri chiamati “bellezza”?
“Seated Nude” by Andrea Simoncini Gibson (un artista che va oltre l’apparire).

“Withstand” by Zadal.

Withstand

Stanotte ho sognato. Ero in compagnia di persone diverse che cercavano i componenti per preparare una droga. Non so se si trattava del Vint (Pervitin) o della Desomorfina. Più che altro si trattava di una sostanza inesistente (come spesso succede nei sogni) per la quale servivano parecchi componenti e l’attrezzatura particolare. Stavamo cercando il posto dove potevamo preparare il tutto. Ma ogni volta succedeva qualcosa e dovevamo correre in un’altro posto. Sapevo che non rimarrò tagliata fuori perché avevo con me uno dei componenti importanti. Ero assolutamente convinta che alla fine riuscivo a farmi.
Ultimamente sogno spesso le stesse due cose: la roba e il sesso. Ogni volta mi trovo ad un passo dal farmi o dal fare il sesso, ma alla fine inevitabilmente mi sveglio. Evidentemente sono le due cose che mi mancano tanto. Una non la faccio perché sono cosciente di quello che mi aspetta subito dopo: il vuoto totale e l’impotente sensazione che non ho risolto nulla. L’altra non la posso fare per i motivi un po’ più concreti. E allora cerco di rifugiarmi nei sogni. Mi piace quella sensazione di dormiveglia, quando posso controllare il sogno senza perdere quel realismo che manca quando cerco di fantasticare da sveglia.
Alla fine mi sveglio. Odio il risveglio. Capisco che non posso fare quello che voglio, quello che desidero con tutta me stessa. Sembra che io stia cercando di respirare con un sacco sulla testa. E’ veramente orrendo vivere la realtà in questo modo. Mi manca l’aria. Mi sento costretta. Non è un vivere questo.
“Withstand” by Zadal.

“Julia” by Alex Gallo.

by Alex Gallo

Esistono tanti stereotipi sull’orgasmo femminile. L’orgasmo è la cosa che mi viene chiesta più spesso in assoluto dai fotografi. Ovviamente loro insistono che sia assolutamente autentico e nel frattempo immaginano che farò la faccia vogliosa, inarcherò la schiena, tirerò dentro la pancia e alla fine guarderò nell’obiettivo sorridente e soddisfatta. Che mucchio di assurdità!
Quando vedo alcuni commenti entusiasti alle foto dove la modella imita prima la masturbazione e poi il godimento, mi viene da pensare che le persone che hanno commentato non sono mai riusciti a far godere una donna in vita sua. O erano talmente impegnati a se stessi che non si sono accorti quando è avvenuto. O semplicemente fanno il sesso nel buio assoluto.
Una persona che gode non pensa al proprio aspetto in quel momento. Perché preoccuparsi delle pieghe sulla pancia, della posizione del seno, dei piedi che non sono a punta o della faccia contorta quando stai per ricevere il massimo ricompenso, frutto di un processo già per se molto piacevole?
Se volete una bella immagine stile playboy dimenticate del orgasmo autentico. Siate sinceri. Sia con se stessi che con la modella alla quale vorrete proporre la vostra idea.
Non saprete mai se in questo scatto godevo veramente o semplicemente rappresentavo un regolare orgasmo di una donna comune. Però vi posso assicurare che si tratta di un’immagine completamente onesta.
Julia / ai sali d’argento / 2014
© Alex Gallo REVOLTMASKED

“Il Dubbio (The Doubt)” by Salvatore Romano

"Il Dubbio (The Doubt)" by Salvatore Romano

Ho deciso di creare questo blog in uno dei momenti più difficili della mia vita. Ho già creato un’altro blog di immagini dove volevo farmi conoscere dal lato più umano. In questo invece voglio farmi conoscere dal mio lato oscuro. Se su Another Deepgreen pubblico un po’ di tutto, qua il contenuto sarà scelto. Sarà più macabro, più esplicito, più forte.
Proprio per questo l’immagine che lo apre contiene tutti questi componenti insieme. E’ un quadro di Salvatore Romano che conoscono in tanti, ma in pochi sanno che sono io quella che tiene il teschio. E il titolo rappresenta quello che vivo in questo momento pesante. Il Dubbio.